La nuova tassazione sugli atti immobiliari – 2014

La nuova tassazione sugli atti immobiliari – 2014

a cura del NOTAIO Giuseppe Minniti

Viene qui riprodotto, in forma integrata e permanente, l’articolo pubblicato su Siracusa News, avente ad oggetto la nuova imposizione fiscale dei principali atti immobiliari e suddiviso in 7 paragrafi. Nel corso del 2014 i cittadini dovranno confrontarsi con tutta una serie di novità, fiscali e civili. Sono a tutti note le vicende riguardanti la IUC (comprendente l’IMU – già ICI -, la TARI  e la TASI) di cui, pure, scriveremo in futuro, per cercare di dare un quadro, quanto piu semplice e schematico possibile. Tuttavia, prima di quella imposizione diretta, è necessario dare notizia di due importanti novità, più strettamente notarili: a) la nuova tassazione riguardante le imposte di registro, ipotecarie, catastali e di bollo; b) la novità, travolgente, riguardante il deposito del prezzo non più nelle mani del venditore. Entrambe le novità, sono semplicemente accennate, così come sopra descritte, ma hanno una molteplicità di risvolti che cercherò, mano mano, di trattare e, spero, di chiarire. I due argomenti saranno toccati in diversi articoli nel corso delle prossime settimane.Ogni Lunedì verrà pubblicato un nuovo articolo per dar modo di seguire agevolmente il senso dei discorsi, traendo beneficio per eventuali propri progetti immobiliari coinvolti dalle due novità in argomento. Per semplificare la lettura e la raccolta della documentazione, anche al fine di una più facile ricerca, anche ex post, gli articoli saranno numerati progressivamente e circostanziati secondo l’argomento trattato.

Inoltre, lontano dal tecnicismo e dal linguaggio strettamente giuridico, renderò agevole e semplice la lettura e lo svolgersi dei discorsi, al fine di consentire a ciascuno di apprendere le novità che potrebbero riguardarlo personalmente. Nonostante le tendenze degli ultimi anni, questa volta il legislatore sembra aver voluto avere un occhio di riguardo per i trasferimenti immobiliari. La tassazione è stata travolta e stravolta, ma può dirsi che, tutto sommato, è stata sensibilmente ridotta rispetto al passato. Certo non mancano le sorprese, e di queste si parlerà affrontando il tema dellaabolizione delle agevolazioni, ma sembra un prezzo, tutto sommato, agevole da pagare se si considera che, statisticamente parlando, il numero ed il novero degli atti che potevano godere di agevolazioni fiscali, ormai soppresse, erano di gran lunga inferiori alle normali contrattazioni immobiliari, che ci coinvolgevano tutti, come cittadini e come professionisti. Il pensiero corre subilo all’acquisto della prima casa, ma prima di proseguire, occorre specificare che tutto il discorso è applicabile agli acquisti da privato o da ditta non in regime IVA. Si sta trattando, infatti, di imposta di registro, poiché l’imposta IVA non ha subito variazioni. Volendo immediatamente fugare ogni paura, l’acquisto della prima casa e la relativa agevolazione fiscale, non sono tra quelle che hanno subito un taglio ma, al contrario, è stata adottata una normativa di maggior favore. In primo luogo può essere detto che l’imposta proporzionale di registro per la “prima casa” scende dal 3% al 2%. Si ricorda che le percentuali in argomento non vanno applicate al prezzo di trasferimento, ma al valore catastale (ossia al valore fiscale, che scaturisce dalla rendita catastale). Per fare un esempio: se si compra una casa che ha i requisiti per essere una “prima casa”, per il prezzo di euro 100.000, ma con un valore fiscale di euro 60.000, la nuova aliquota si applicherà a questo secondo minor valore. Pertanto, mentre fino all’anno 2013 gli acquisti si concludevano con una imposta di registro dovuta di euro 1.800 (3% su 60.000), a partire dal 2014 un acquisto identico sconterà una imposta di registro di euro 1.200 (2% su 60.000). Attenzione, però, all’importo della misura minima, di cui si dirà in avanti.
Sempre in tema di “prima casa”, dopo aver accennato all’imposta di registro, vediamo quali sono le ricadute in tema di imposte ipotecarie e catastali. Le normali aliquote per i trasferimenti immobiliari sono, rispettivamente, del 2% e dell’1%. Tuttavia, in caso di acquisto di “prima casa” le dette aliquote arano già state abbattute da parecchi anni e sostituite da due tasse in misura fissa di euro 168 ciascuna. Anche in questo caso il legislatore è intervenuto con una norma di favore, riducendo ulteriormente la misura delle imposte fisse da euro 168 ad euro 50 ciascuna. A fronte di un esborso di 336 euro, oggi si dovranno corrispondere solo 100 euro. Ancora, fino all’anno 2013, chi voleva acquistare casa avrebbe dovuto corrispondere tre altre piccole tasse: quella di bollo, quella ipotecaria e quella di voltura. Tutto per ulteriori complessivi euro 320. Ebbene, tutte queste tasse sono state, ora, azzerate e, pertanto, nulla dovrà corrispondere l’acquirente, pur ottenendo il servizio, da parte dello Stato, della trascrizione del proprio acquisto presso i pubblici registri immobiliari e la conseguente intestazione catastale del proprio nominativo, in corrispondenza dei dati catastali dell’immobile acquistato. Volendo tirare le somme, ed utilizzando l’esempio con cui abbiamo cominciato, ecco il raffronto tra un acquisto “prima casa” fino al 2013, con un acquisto “prima casa” a partire dal 2014, del valore catastale di euro 60.000 (il prezzo effettivo non conta nulla):

2013: registro 1.800; imposta ipotecaria 168; imposta catastale 168; bolli, trascr. e voltura 320
2014 : registro 1.200; imposta ipotecaria 50; imposta catastale 50; bolli, trascr. e voltura 0.
Dott.Giuseppe Minniti Notaio in Siracusa