La CASA delle NUVOLE ROSSE

La CASA delle NUVOLE ROSSE

Spettacolo itinerante di amoricidi tra sacro e profano.  Sold out – 8/9/10/11 # 16/17/18/19/20 Agosto 2013 – Noto

articolo tratto da dramma.it di Paolo Randazzo

La casa delle nuvole rosse è un luogo fecondo di dolore e di speranza, di verità e men-zogna, di lotte e sconfitte, di attraversamenti e passioni, di persone, uomini e donne, che pos-sono guardarsi allo specchio (lo specchio della finzione teatrale) riuscendo a dirsi la verità, soltanto la verità finalmente. Parliamo dell’interessante spettacolo teatraleche s’è visto a Noto (Sr) dal 16 al 20 agosto scorso nei locali ampi e affascinanti dell’ex Cantina sperimentale abbandonata da tempo: un antico opificio temporaneamente riattato a luogo di incontro e a scena teatrale. L’operazione è stata diretta dalla regista siracusana Lisa Romano, che ne ha curato anche la drammaturgia insieme con Massimiliano Nicosia, le scene sono state curate da Roberto Gallo, Lucia Tiralongo, Raffaella Piccione, Mela Salemi (ovvero da “Scena appa-rente”, l’ensemble siracusano di scenografia e design che negli anni ha sempre dimostrato grandi potenzialità e qualità artistiche), in scena lo stesso Nicosia (Capocomico), Alice Ferlito (Barista), Doriana La Fauci (Olga), Valentina Grillo (Ragazza muta), Liliana Biglio (Ines), Raffaele Schiavo (Uomo della Luce), Sandro Maccarrone (Chitarrista), Francesco Bernava (Antonio), Cristiano Laiontini (Violentatore). Cuore concettuale dello spettacolo è il tema dei femminicidî, un tema quanto mai attuale che però, giustamente, Lisa Romano ha preferito de-clinare sotto la specie, più ampia e profonda, degli amoricidî, ovvero di quegli episodi di quanto mai tragica attualità in cui sostanzialmente un amore malato (avvelenato di menzogna e di paura ed incapace di accettare l’alterità e il cambiamento) ha portato alla violenza (fisica o psicologica, poco importa), all’annientamento e alla tragica uccisione di una persona e in particolar modo di una donna. La caratteristica più rilevante dello spettacolo è data allora dal-la sua complessa costruzione prismatica elaborata sulla base drammaturgica unitaria (ma forse un po’ troppo fragile e vaga) del rapporto tra luce e ombra, sacro e profano, esterno e interno.
Questo rapporto viene quindi scenicamente risolto individuando un’aerea comune (lo splendido patio dell’edificio) in cui si canta, si suona, si beve, si balla e si fa festa, artisti e pubblico insieme, seduttori e sedotti, insieme vittime e carnefici, ed ancora si fa memoria (una memoria critica e creativa) di pagine celebri della letteratura (la vicenda di Adamo ed Eva nella Bibbia, Aristofane, Tertulliano) e del cinema (Fellini, Chaplin, Almodovar) e altre stanze da attraversare e vivere progressivamente e contemporaneamente, da soli o a piccoli gruppi, in cui queste due dimensioni precipitano in storie (perfomances) singolari di donne e uomini che in questo dualismo si sono persi e, quasi sempre, fatti male: la storia di Olga, bambina e poi donna d’estrazione alto-borghese, schiacciata dalla violenza psicologica e fisica prima del padre e poi del marito; la storia della giovane Ines attratta, nella sua dolcezza pasticciona e nella sua fragilità provinciale, da un amore prima virtuale e poi omicida; la storia del carabiniere Antonio che per il suo lavoro fa quotidianamente i conti con abusi e violenze; la dura confessione del violentatore e la presenza,  muta e straziata, della donna vittima di quotidiana violenza; la “stanza della luce”, infine, in cui attraverso l’azione fisica del canto guidato e improvvisato si viene in contatto con la radice di ogni violenza, ovvero con la nostra incapacità d’essere integralmente autentici, senza maschere, di accettarci e di accettare l’alterità assoluta e la libertà di chi ci sta accanto.

La casa delle nuvole rosse è uno spettacolo senza quarta parete, nato con lo scopo di affrontare il problema dell’amoricidio (femminicidio) e del rispetto dell’altro.
“In quest’epoca intrisa di cinismo, fatti realmente accaduti, vite riproposte con nuovi occhi, ci hanno spinto a creare nuovi spazi e frammenti… Noi ricerchiamo la semplicità, la bellezza. Qui la parola”normalità” è: Io rispetto l’altro!”

Questo spettacolo non ha una produzione ma gli artisti stessi hanno deciso di abbracciare il progetto per la gravità dell’argomento trattato, scegliendo di dividere equamente l’introito del botteghino e del bar. In un tempo di difficoltà sociale l’arte ha il dovere di trovare forme alternative per esprimersi e sostenersi.

All’interno di una location non canonica, l’ex Vineria Sperimentale di Noto, lo spettacolo si divide in uno spazio del Profano (un cortile con un bar) dove gli spettatori e tutti gli attori confluiscono; e lo spazio del Sacro dove viene riprodotta una casa con le sue stanze.
In ogni stanza un attore recita un monologo per un gruppo di spettatori.
Tre stanze della casa raccontano episodi di violenza domestica tratti da storie vere:
in cucina c’è Ines, donna comica, illusa e sottomessa; nello studio Olga, colta, borghese e benestante che si riscatta uscendo dal cerchio di sottomissione; in bagno… … ???
La quarta stanza è la stanza di Antonio, che rappresenta l’arma e lavora per difendere gli abusi.
La quinta stanza è la stanza della luce dove Raffaele, tramite un’esperienza fisico/sensoriale, fa vivere il positivo e il calore umano dello spazio casa.
Dentro lo spazio del Profano, una figura poliedrica e trasformista, il gestore della casa, racconta unendo corporeità, parola e musica, un percorso legato alla storia del teatro e dello spettacolo dove le figure femminili furono bandite dal palcoscenico fino agli inizi del ‘700.
Ma nel cortile della casa delle nuvole rosse, può accadere di tutto intorno ad un bar…
come ascoltare l’intrigata storia della barista, del sessuofobo e della ragazza muta che si confidano col pubblico mentre fanno da caronte tra sacro e profano e ancora il musicista ….

La casa delle nuvole rosse, affronta storicamente lo svilupparsi di una società completamente al maschile e cerca in modo, a volte ironico, altre doloroso, una catarsi, una strada che vada verso il rispetto dell’altro e la non violenza.

Come un set in live, La CASA delle NUVOLE ROSSE apre alle ore 21.00 e chiude alle ore 01.00 lo spettatore che ne è parte sceglierà se viversi in una notte i diversi tempi del profano e le stanze del sacro o ritornare ancora.

Nato da un’idea di Lisa Romano che ne cura la regia.
Scritto da Lisa Romano e Massimiliano Nicosia.

Interpretato da: Massimiliano Nicosia, Alice Ferlito. Doriana La Fauci,Valentina Grillo, Liliana Biglio, Raffaele Schiavo, Sandro Maccarrone , Francesco Bernava, Christiano Laiontini

Assistente alla regia: Annamaria Romano
Scene e costumi: Roberto Gallo,
Lucia Tiralongo, Raffaella Piccione, Mela Salemi (Scenapparente)

In collaborazione con Barcollo Siracusa

Si ringrazia Michele Ciacciofera per l’utilizzo dell’opera “Prigioniera”

8/9/10/11 # 16/17/18/19/20 Agosto 2013

H 21.00 Ex Cantina sperimentale. Largo Pantheon. Noto

 

trailer – La casa delle nuvole rosse |  Lisa Romano on Vimeo.

One Thought on “La CASA delle NUVOLE ROSSE

  1. Chiara says:

    Spettacolo particolarissimo che trascina lo spettatore nella casa delle nuvole rosse rendendolo parte integrante delle storie dei personaggi. Attori bravissimi, location perfetta e atmosfera magica, quasi surreale, l’ho amato dall’inizio alla fine e tornerò a vederlo. I temi dello spettacolo sono forti ma trattati in maniera innovativa, che ti colpisce. A fine spettacolo ci vuole un po’ per tornare alla realtà e questo lo fa apprezzare ancora di più. Da vedere assolutamente. ♥

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