Compravendite | Cambiano le imposte di registro

Compravendite | Cambiano le imposte di registro

Compravendite | cambiano le imposte di registro. Sono entrate in vigore dal primo gennaio scorso le nuove disposizioni riguardanti la tassazione indiretta nelle compravendite immobiliari.
Insomma, è cambiata una parte rilevante di tutto quell’insieme di piccoli e grandi adempimenti fiscali che costituiscono una delle principali caratteristiche del sistema contributivo italiano. In questo caso si tratta dell’imposta di registro e di quelle ipocatastali. C’è in primo luogo da osservare che, generalmente, si tratta di modifiche positive per i contribuenti, dato che il prelievo complessivo riveniente da tali imposte mediamente è inferiore a quello precedente la loro introduzione. D’altro canto, però, sono state eliminate molte agevolazioni che sino allo scorso anno erano applicabili. Inoltre si tratta di una materia molto vasta
e ricca di particolarità, per cui giungere a un quadro davvero esaustivo è quasi impossibile. Le modifiche sono le seguenti:

1) L’imposta di registro sia sulle compravendite immobiliari sia per altri atti quali la cessione di nuda proprietà o del diritto d’uso sia per i provvedimenti di esproprio e i trasferimenti coattivi, diventa unica per tutte le fattispecie immobiliari e viene fissata al 9%, andando a sostituire le precedenti aliquote che erano del 7% per i fabbricati, dell’8% per i terreni edificabili e del 15% per i terreni agricoli.

2) L’aliquota sugli acquisti di prima casa passa dal 3% al 2%.

3) L’imposta di registro non può comunque mai essere inferiore a mille euro.

4) L’imposta ipocatastale, quando è relativa ad atti soggetti a imposta di registro (come quelli dei punti precedenti) viene introdotta in misura ridotta e fissa di 50 euro, mentre im precedenza anche le imposte ipocatastali erano proporzionali con un’aliquota del 3%.

5) L’imposta da bollo è stata invece abolita per tutti gli atti di compravendita immobiliare, assieme ai tributi speciali catastali e alle tasse ipotecarie.

6) Infine aumentano l’imposta di registro le imposte ipocatastali dovute in misura fissa, che passano da 168 a 200 euro.

Tirando le somme: per l’abitazione principale la riduzioe dell’imposta di registro, che passa dal 3 al 2% è netta ed evidente. Anche per gli altri immobili c’è una riduzione visto che il prelievo complessivo passa dal 10% (7% di imposta di registro a cui si doveva sommare il 3% di ipocatastali proporzionali) al 9% di registro, a cui aggiungere 100 euro di ipocatastali. Tali riduzioni sono invece del tutto ininfluenti sulle cessioni di immobili assoggettate ad Iva, mentre la relativa imposta di registro, dovuta in misura fissa, è stata aumentata da 168 a 200 euro.Sempre dal primo gennaio, inoltre, è stata fatta tabula rasa di tutte le disposizioni riguardanti esenzioni e agevolazioni tributarie, con la sola eccezione di quelle per la prima casa. Che resistono, anche se in misura ridotta rispetto al passato.

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